100% San Giorgio

PORTA CAPUANA E PALAZZO CAPUANA

Nel Medioevo l’abitato di San Giorgio di Piano fu dotato di un casello a pianta quadrangolare e di due porte, delle quali resta quella a nord del paese. Fu più volte attaccato, dovette sopportare diversi assedi e, tra la fine del ‘300 e l’inizio del ‘400, venne riedificato ad opera del prelato che per affrettare la ricostruzione promise agli abitanti un mulino e una fiera di tre giorni come premio se avessero collaborato. Le sole parti costruite in pietra del Castello, che non era ancora circondato da mura, ma da palizzate, da terrapieni e da larghe fosse, erano le due porte, una verso Bologna e l’altra verso Ferrara (ancora presente, detta anche Porta Capuana, dal nome del palazzo che la affianca). Le due porte avevano tre aperture, collocate nel piano superiore, che permettevano di controbattere il nemico esterno dovunque si presentasse, dai lati o di fronte. Un ponte levatoio permetteva l’entrata e l’uscita dal castello, per i pedoni dalla porta piccola di sinistra, per i veicoli dalla porta maggiore. E questo è tutto ciò riguarda l’ esterno della porta.

Salendo invece notiamo: il pavimento con tre botole rettangolari utilizzate per lasciar cadere liquido bollente e per tirare frecce; una quarta apertura, lunga e stretta, serviva per far scendere una grata che chiudeva la porta durante la notte per poi essere sollevata all’alba. Scavate nel muro vi erano delle aperture nelle quali venivano posizionati gli archibugi per sparare ai nemici o per scoccare frecce. Infine c’è una scala che porta nella zona merlata della Porta Capuana, con merli a nido di rondine che stanno a significare che il comune era guelfo, cioè stava dalla parte del Papa: il tetto in legno, aggiunto successivamente, è costruito a quattro acque.

Per quanto riguarda i due edifici, probabilmente essi non erano in pietra come ora li vediamo, ma intonacati: l’intonaco era di sabbia del Reno e si può ancora notare la malta tra i mattoni all’interno del voltone di Palazzo Capuana. Sia la porta sia il palazzo infatti sono stati ristrutturati nel 1913, entrambi erano intonacati, poi l’intonaco è stato tolto secondo la moda di quel tempo per conferire un aspetto più ‘medievale’.

Una storia popolare narra che nell’Ottocento un carrettiere di San Pietro in Casale si era innamorato della figlia del carceriere di San Giorgio di Piano, ma il padre della ragazza (a causa dell’antica rivalità tra i due paesi) non vedeva di buon occhio l’unione. Allora il giovane escogitò uno stratagemma per poter vedere l’amata: aggredì un carabiniere per poter essere arrestato e finire in carcere, il quale si trovava proprio dentro la Porta Capuana. Questa leggenda è la testimonianza che un tempo la Porta Capuana era un carcere e sappiamo da varie testimonianze che ha avuto vari usi, come abitazione privata o come base per le truppe durante la guerra (come testimoniano iscrizioni sulle pareti).

Gli ultimi lavori di restauro della porta risalgono al 2005, anno in cui venne rifatta anche l’illuminazione.

Palazzo Colonna (o Capuana) è tuttora abitato e anch’esso ha subito varie opere di recupero e consolidamento, anche in occasione del terremoto del 2012, in particolare le colonne che lo sorreggono sono state ‘ingabbiate’ con ferro per dare maggior sostegno. Esso, che risale all’inizio del Quattrocento (probabilmente 1403), mantiene la struttura gotica originaria, con finestre a sesto acuto decorate.

Per questo testo abbiamo intervistato il tecnico del comune Roberto Lucia che ci ha parlato e fatto visitare la Porta Capuana e che ringraziamo per le informazioni. Abbiamo inoltre consultato varie opere e articoli presenti in biblioteca (tra cui Lino Sighinolfi, Il Castello di San Giorgio, Bologna, 1914).

Giulia Borsari, Monica Baraldi, Monica Morini, Elena Accordi, Ilaria Venturelli



Home
Territorio
Curiosità
Monumenti
Personaggi Famosi
Interviste
Feste
Storia
Sport