100% San Giorgio

ORATORIO SAN GIUSEPPE

La storia sull’oratorio San Giuseppe è difficile da ricostruire. Mancano gli atti di fondazione, gli statuti della confraternita, gli atti contabili.

Primo dato sicuro: la struttura architettonica. Essa fu eretta nella metà del 700 e risente chiaramente dello stile barocco, che tuttavia qui è espresso in modo sobrio, semplice.

L’artefice di questa struttura fu un docente dell’Accademia delle Belle Arti di Bologna. L’oratorio San Giuseppe fu infatti costruito nel 1759 per desiderio di una confraternita locale con intenti religiosi e sociali. Fu dedicato a Maria vergine e a San Giuseppe e venne realizzato tutto in pietra viva, in sintonia con la porta d’ingresso al castello di San Giorgio demolita poco più di un secolo dopo nel 1867, che si trovava proprio di fronte all’oratorio. Nel 700 era sicuramente più bello della nostra chiesa parrocchiale.

Furono anche apposte alle pareti delle belle tele di carattere iconografico sacro, che risultano di pregevole fattura.

Il sacro edificio fu arredato con sontuosità senza tuttavia peccare in eccessivi sovraccarichi di decorazioni, facili in quell’epoca. Fu provvisto di tutto l’indispensabile per uno svolgimento dei sacri offici. Era tuttavia riservato quasi esclusivamente ai componenti della confraternita.

Da una logora epigrafe incisa su una grossa pietra posta nella parte centrale si deduce la presenza di un sepolcro. Il bel coro ligneo che finemente adorna l'oratorio di S. Giuseppe, sottolinea l'importanza della preghiera corale a cui i fratelli della confraternita ricorrevano. Altri elementi degni di nota sono un dipinto della Sacra Famiglia dovuto alla scuola del Guercino e, nella lunetta sopra il portale, un affresco raffigurante l’Annunciazione.

Anche la chiesa di San Giuseppe fu messa in vendita. Dopo momenti di incertezza l’acquirente fu trovato nella famiglia Ramponi, che ebbe tanta parte nella vita della comunità sangiorgese per tutto l’800.

Nel 1821 si ricostituì la compagnia e la famiglia Ramponi mise a disposizione l’oratorio pur conservandone la proprietà.

L’ultimo Ramponi stabilì che la proprietà dell’oratorio passasse al comune, ribadendo però che esso doveva essere utilizzato per servizi religiosi. Nel testamento dell’8 Aprile 1940 egli afferma: “Risultatomi che fra gli immobili registrati a mio nomi avvi anche l’oratorio San Giuseppe, in fondo al paese, prego l’erede di devolverlo ai beni parrocchiali e curare anche in seguito la manutenzione come faceva mio padre e in seguito io stesso”. Prima di morire, col testamento del 2 Agosto 1942, Francesco Ramponi ribadisce: “il comune di San Giorgio di Piano potrà devolvere ai beni parrocchiali l’oratorio San Giuseppe, ma dovrà in ogni caso curarne la manutenzione.”

Attualmente (aprile 2014) l’oratorio è in fase di ristrutturazione, poiché è stato anche colpito anche dal sisma del 2012.

Curiosità

Le feste liturgiche più importanti che un tempo erano celebrate con solennità all'oratorio di S.Giuseppe erano due ed erano anche collegate con tradizioni popolari di cui si è conservato ricordo: 8 Settembre, la natività della Madonna, e sopratutto il 19 Marzo, festa di S. Giuseppe.

Il giorno della festa era preparato con la preghiera per tre giorni ( un triduo); nella sacrestia dell'oratorio sono rimate varie copie di una stampa dell'ottocento della preghiera di S. Giuseppe. La festa paesana era rallegrata dalla banda, con addobbi e illuminazione delle strade del paese.

Le specialità della cucina sangiorgese per questa festa erano le raviole nelle quali veniva messa la buona marmellata di pesche.

Lorenzo Bevelacqua, Marco Sarti, Saif Ullah, Thomas Marangon, Lorenzo Dragonetti 2°C



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