100% San Giorgio

CIMITERO DI SAN GIORGIO DI PIANO

La parola cimitero deriva dal greco e significa "luogo in cui risiedono i defunti". Il cimitero ha importanza sotto vari aspetti: sanitario, culturale, per memoria e affetti.

Fin dal 1200 il cimitero era collegato alla chiesa e si trovava nell’attuale piazza del paese. Dal 1800 venne invece trasferito nel campo santo (ossia benedetto) dove risiede tutt’ora. In quel periodo per motivi igienici si iniziò a seppellire i defunti fuori dalle città. Questa pratica divenne obbligatoria e ufficiale dal 1804 con la legge di Saint Claude voluta da Napoleone.

E' stato difficile ricostruire la collocazione del cimitero di san Giorgio , perché le carte dell' archivio comunale andarono bruciate. Sappiamo che è stato ultimato nel 1801 e che nel 1807 divenne comunale.

Nel 1899 L'ingegnere Boriani ideò il progetto del nuovo cimitero:

  1. doveva trovarsi a ovest dell'antico;
  2. avere un porticato opposto all'ingresso;
  3. avere un terreno adatto (altezza falde acquifere, minimo 2,5m, di conseguenza elevarono il suolo);
  4. essere controllato rispetto ai livelli d’ inquinamento;
  5. doveva ospitare San Giorgio e le frazioni di Stiatico e di Cinquanta. Nel nuovo cimitero i bambini erano posti lontano, mentre a destra c'erano gli uomini e a sinistra le donne, come in chiesa;
  6. avere i sotterranei posti nella porta centrale del portico, vicino alla cappella o alla camera mortuaria dove si facevano le funzioni funebri e da dove si poteva accedere al vano nel quale si effettuavano le autopsie. I sotterranei erano dotati anche di un discensore per le salme.

Nel 1900 il piano finanziario fu ultimato e iniziò la costruzione del porticato per opera dell'architetto Mazzanti. Dopo la seconda guerra mondiale gli aiuti economici del governo si esaurirono, perciò si optò per opere edilizie più economiche. Nel 1976 cominciò la costruzione dell'area nuova a sud.

Essa era composta da lotti che contenevano loculi. In questo periodo si cominciò a diffondere la pratica della cremazione che culturalmente segnò un cambio di mentalità. Una grande innovazione fu anche l'arrivo della luce elettrica nel cimitero nel 1924 e l'acquisto di un carro funebre per le frazioni, in seguito adattato anche per i bambini, poichè la mortalità infantile in quel periodo era alta.

Nel cimitero c'erano due figure principali: il custode e il seppellitore. Era usanza organizzare i funerali o di mattina presto o di sera tardi quindi la luce elettrica era necessaria.

Nel 1922 fu costruita una lapide per i caduti della prima guerra mondiale e per questo fu ingrandito il cimitero. I corridoi più antichi presentano iscrizioni personali sulle lapidi, che in passato dovevano essere approvate dal Comune. Inoltre i sotterranei presentano l'ossario comune.

La prima zona dista 200 metri dal centro abitato ed è detta avancimitero. In quest’area si trovano diversi monumenti, tra cui la colonna dedicata ai caduti della prima guerra mondiale che originariamente presentava un angelo o una vittoria alata. Essa fu sequestrata dal governo fascista nel 1940 durante la campagna del bronzo per fondere tutte le statue e ricavarne armi per lo sforzo bellico. A fianco è posta la pietra commemorativa in onore dei caduti della seconda guerra mondiale e della lotta partigiana e la lapide di Omero Schiassi, membro del consiglio comunale e sostenitore dell'istruzione paritaria poi emigrato in Australia.

Si ringrazia l'assessore Anna Fini.

Montanari Simona, Pareschi Elisa, Bianchi Lucrezia, Fabbri Linda. 2°C



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