100% San Giorgio

CHIESA DI SAN GIORGIO

Nel 560 sotto il dominio dei Romani, San Giorgio era un centro “abitato e colto”; era chiamato “SILVA” perché erano ancora pochi i terreni coltivati ed era invece vasta la zona di sterpi e boscaglia. Prese poi il nome di “ MASSA TAURIANA o TORRIANA”.

Dopo il 1000 il nostro territorio prese il nome latino “SALTUS PLANO”; nome che, in lingua volgare, fu tradotto in San Giorgio di Piano in onore del nuovo Patrono, scelto dai castellani. In realtà il culto cristiano si diffuse con lentezza nelle nostre campagne, nelle quali per tutto l’alto Medioevo dominava il paganesimo.

Nel 1366 era una chiesa plebana, gli abitanti dei dintorni potevano quindi venire a battezzare soltanto qui.

Nel 1114 Robertino da Castagnolo donò il terreno per erigervi la Chiesa in onore di San Giorgio, Cavaliere di Roma e Martire di Cristo, al centro del Castello tra Porta Bologna e Porta Ferrara. Iniziò subito la costruzione di una Chiesa Romanica a una sola navata, con quattro cappelle laterali e questa Chiesa è rimasta invariata fino al 1829.

Nel 1765 il Parroco, Don Giovanni China, provvide a ricoprire in lamina di rame la guglia del maestoso e massiccio campanile. Quello stesso anno il Comune ottenne dal parroco di porre, sulla torre, una grande orologio comunale. Il famoso doppio di campane, del peso complessivo di 23 quintali, per il rombo possente e pur delicato e per la perfetta intonazione delle 4 voci, è stato fuso nel 1837, per volere dell’arciprete don Mariano Iapelli. Nel 1829 lo stesso arciprete Don Iapelli provvide ad ingrandire la vecchia chiesa. Ma i segni del tempo indussero il successore, don Tarcisio Gaiani, ad affrontare l’impresa coraggiosa di erigere una nuova Chiesa.

Nel 1866 iniziarono i lavori di ricostruzione. Scorse così il nuovo tempio, a tre navate , in stile neoclassico dalla linea semplice ma armoniosa. L’ altare maggiore fu allora volto verso il fondo e non più verso il popolo. Sull’altare fu posta una pregiata tela di San Giorgio che uccide il dragone, dipinta dal Randa, della scuola di Lucio Massari.

Il primo ottobre 1403 il legato Baldassarre Cossa di Bologna concedette alla Comunità di San Giorgio di edificare un mulino con fosse e acquedotti, esentandola in perpetuo da qualunque pagamento per gli edifizi che potessero fabbricare dentro il castello, ma con patto che terminassero la costruzione del castello stesso.

Lo stesso legato, viste le scarse entrate della chiesa di San Giorgio non sufficienti a sostentare l’arciprete e i sei canonici addetti alla chiesa, diede sovvenzioni a sostegno di San Martino di Fricaruola, di Santa Maria di Sala Pozzetta, di San Tomè nel comune di Santa Maria in Duno alla chiesa di San Giorgio.


Il monumento più antico e più importante di San Giorgio di Piano è senza dubbio la chiesa che giace quasi nel centro dell’abitato, sulla via principale che entrando dalla porta già distrutta che volgeva verso Bologna, esce dall’altra ora restaurata verso Ferrara. Da un disegno a penna, fatto nel 1578 da un visitatore apostolico, risulta che, anche nel XVI secolo, aveva circa le stesse dimensioni attuali.

Nel 1829 furono costruite la cappella maggiore, il presbiterio e le due prime cappelle laterali, ma per il resto l’architettura della chiesa rimase quella primitiva, se si esclude la decorazione moderna esteriore.

L’antica chiesa era di stile romanico ad una sola navata con quattro cappelle laterali; ma quella attuale con molta probabilità rappresenta un ampliamento ed una trasformazione di una più antica e primitiva, che sorse intorno alla seconda metà del secolo undicesimo, di cui non abbiamo alcun ricordo. Il restauro più importante è avvenuto appunto nel 1866, centocinquant’anni fa.

Nel 2001 sono stati restaurati il campanile e il sagrato.

Gli ultimi lavori di consolidamento sono stati realizzati nel 2013, in seguito al forte terremoto che ha colpito la regione; dopo il 2002 è stata restaurata anche la canonica, molto spaziosa, che ospita vari momenti della vita della comunità.

Davanti alla chiesa si trova la statua in rame di San Giorgio che uccide il drago, opera dello scultore locale Nicola Zamboni.

Ecco lo schema interno della Chiesa:

La foto mostra il perimetro dell’antico castello di San Giorgio: in alto si vede la Porta Capuana, al centro la Chiesa e la piazza, in basso Piazza Trento Trieste dove sorgeva l’antica Porta Bologna ormai demolita. (foto fornita da Don Luigi)

Si ringrazia il parroco Don Luigi per la gentile collaborazione e il materiale fornito.

FONTI CONSULTATE: materiale biblioteca.
MATERIALE CERCATO: Marco Sarti, Lorenzo Bevelacqua, Saif Ullah, Lorenzo Dragonetti, Thomas Marangon;
TESTO RIELABORATO: Matteo Cellini, Anna Lia Rossetti, George Iovan, Joen Myrtaj.



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